La Norvegia dichiara guerra alle loot box

Il Consiglio norvegese dei consumatori (NCC) ha ulteriormente fatto intendere che le loot box non avranno più vita facile nei paesi europei. La discussione sulle loot box e sulla loro somiglianza con il gioco d’azzardo è stata costante negli ultimi anni, soprattutto nel vecchio continente, dove 20 organizzazioni dei consumatori di 18 Paesi hanno mostrato il loro sostegno al rapporto dell’NCC. Basti pensare a Paesi Bassi e Belgio, due tra le nazioni più accese nel dibattito. Molti videogiochi che presentano microtransazioni in questi due paesi vengono irrimediabilmente bannati.

Le loot box, secondo il Consiglio, sono “manipolatorie” e si reggono sullo “sfruttamento” dei giocatori, soprattutto i più giovani. Come riportato dalla BBC, uno dei sostenitori del rapporto è l’Organizzazione Europea dei Consumatori, un gruppo di tutela dei consumatori che ha colloqui direttamente con l’Unione Europea.

La vendita e la presentazione di loot box spesso comportano lo sfruttamento dei consumatori attraverso meccanismi predatori, favorendo la dipendenza, prendendo di mira gruppi di consumatori vulnerabili e altro ancora”, ha dichiarato il direttore della politica digitale dell’NCC, Finn Myrstad.

Il rapporto stesso afferma che il sistema basato sulle loot box nei videogiochi è estremamente aggressivo e particolarmente pericoloso, perché inserito in titoli che potrebbero facilmente essere a disposizione di bambini, individui fragili e maggiormente a rischio.

Diablo Immortal vietato in Belgio e Olanda

Il 31 maggio, Activision Blizzard ha ritirato la vendita di Diablo: Immortal in Belgio e nei Paesi Bassi perché le leggi dei due paesi sono molto restrittive; infatti, a qualunque azienda che voglia vendere titoli con la pur minima presenza di microtransazioni è richiesta una licenza specifica per il gioco d’azzardo.

Il divieto assoluto su questo tipo di prodotti è stato imposto nel 2018 ed è essenzialmente destinato a colpire solo le loot box che hanno contenuti vendibili in alternativa anche per denaro.

EA è un’altra azienda nota per l’utilizzo di questo sistema, ad esempio nella modalità Ultimate Team di Fifa, ma il famoso publisher canadese l’anno scorso ha dichiarato di non volerlo abbandonare anche a fronte di potenziali modifiche alla legge.

Anche alcuni politici statunitensi hanno preso posizione contro le loot box l’anno scorso, inviando una lettera alle aziende produttrici di videogiochi in cui si chiedeva loro di proteggere meglio i giovani dai giochi predatori.