70€ per il nuovo Call Of Duty Modern Warfare II sono troppi?

È finalmente arrivato il trailer ufficiale di rilascio di Call Of Duty Modern Warfare II, il noto sparatutto di guerra in arrivo il 28 ottobre 2022 per PS5, PS4, Xbox Series X/S, Xbox One e PC.

Il prezzo però lascia indignati alcuni fan poiché dopo cinque anni di assenza, Call of Duty tornerà sul negozio digitale Steam al prezzo di 70€. Il nuovo prezzo maggiorato è stato reso noto oggi, quando Activision ha rilasciato nuove informazioni sul prossimo titolo della lunga serie di FPS, insieme a una raffica di anteprime da parte di vari siti.

Call of Duty: Modern Warfare II non è un remaster né un nuovo porting del gioco originale; si tratta invece di un sequel del gioco del 2019 sottotitolato semplicemente “Modern Warfare”, che a sua volta era un reboot del sotto-franchise iniziato con Call of Duty 4: Modern Warfare del 2007.

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Oltre a un nuovo trailer pubblicato oggi che illustra la campagna per giocatore singolo del gioco, Activision ha confermato ciò che si vociferava già da qualche settimana: Call of Duty tornerà sul negozio digitale per PC di Valve. L’ultimo gioco di Call of Duty pubblicato su Steam è stato WW2 del 2017: da allora, tutti i titoli recenti di Call of Duty, compreso Warzone, hanno saltato Steam e sono stati rilasciati su PC solo tramite il launcher Battle.Net di Blizzard. Questo nuovo gioco sarà disponibile anche su Steam ed è possibile preordinarlo oggi su entrambi gli store in vista del lancio.

La nota dolente sta nel prezzo che, indipendentemente dal luogo di acquisto, è fisso a 70€ per la sola versione base del gioco. Questo prezzo corrisponde a quello richiesto da Activision per gli ultimi due giochi, Vanguard e Cold War, per PS5 e Xbox Serie X/S. Sebbene non sia la prima volta che vediamo un gioco da 70€ apparire su PC, si tratta comunque di una tendenza nuova che probabilmente farà arrabbiare molti giocatori.

Soprattutto perché i giochi della serie Call of Duty includono in genere molti acquisti in-game e altre microtransazioni che alimentano le casse di Activision. Inoltre, dopo un anno e mezzo di pessima stampa e di continue turbolenze interne dopo che un’indagine californiana ha rivelato orribili condizioni di lavoro negli studi di Activision Blizzard, sembra un pessimo momento per iniziare a far pagare ai giocatori PC 10 dollari in più.