Alto dirigente di Ubisoft prende decisione senza precedenti

Quando in un’azienda le cose non vanno bene, i primi a dare il buon esempio dovrebbero essere i dirigenti, ma non sempre accade. Anche società multimilionarie possono affrontare gravi crisi e dover prendere decisioni drastiche impopolari, purtroppo spesso a rimetterci sono i dipendenti.

Esistono esempi virtuosi, come quello del CEO di Ubisoft, l’azienda francese dietro a una delle serie di videogiochi più famose in assoluto, Assassin’s Creed. Ogni capitolo della saga vende milioni di copie, dunque è difficile immaginare che Ubisoft possa passare un brutto momento dal punto di vista economico.

Eppure, è così. Stando a un report interno, le vendite sono scese del 5%, l’utile operativo è calato addirittura del 14%, mentre il valore in borsa non ha mai raggiunto punti più bassi. E così, un alto dirigente di Ubisoft ha preso una decisione personale encomiabile.

Ubisoft in difficoltà: il CEO prende in mano la situazione

Il CEO di Ubisoft, Yves Guillemot, è uno dei personaggi più in vista del panorama videoludico e non è stato esente da critiche negli ultimi mesi per cattiva gestione del marchio e della sua rispettabilità, a causa di accuse di molestie che sono state lanciate nei confronti di alcuni suoi dipendenti.

Viste la grave situazione economica dell’azienda, Guillemot ha deciso di decurtarsi in modo significativo lo stipendio. Secondo lo stesso report, Yves avrebbe dovuto ricevere una compensazione variabile annuale, cioè un bonus in base alle vendite dei giochi sviluppati. Questo bonus gli consentirebbe di guadagnare circa il 53% in più rispetto al suo stipendio normale.

Il dirigente, però, ha deciso di tagliare le sue entrate, così invece del quasi milione di euro, percepirà circa 600 mila euro. Una cifra comunque molto alta che gli consente di vivere al di sopra delle possibilità della maggior parte delle persone, ma il gesto è da apprezzare.

Qualche giorno fa, vi abbiamo parlato di un caso analogo che aveva come protagonista il CEO di Electronic Arts, publisher famoso soprattutto per la simulazione calcistica Fifa. In quel caso, però, la decurtazione dello stipendio non fu volontaria, ma decisa dagli altri dirigenti. Insomma, è tempo anche per i nababbi dei videogiochi di fare dei sacrifici.