Videogiochi in lockdown hanno effetto negativo? Ecco cosa dice uno studio

Durante il lockdown causato dalla pandemia di Covid 19, molti si sono rifugiati nei videogiochi, anche chi, prima di allora, non ne aveva mai toccato uno o lo aveva fatto in modo marginale. I videogiochi sono diventati in quel periodo una valvola di sfogo e un modo per far passare il tempo rinchiusi in casa.

Gli effetti di questo fenomeno sono stati, in molti casi, positivi, perché sono riusciti a ridurre lo stress e a prevenire gravi forme di depressione. Non va dimenticato, però, che le dipendenze possono diventare molto pericolose. Queste possono crearsi quando un individuo vede in qualcosa la sua unica ragione di vita.

Il tabacco e le droghe sono forme di dipendenza purtroppo comuni che dipendono dall’assuefazione che una sostanza provoca in un soggetto. Esistono però dipendenze anche non da sostanze e i videogiochi possono diventarlo.

Uno studio rivela cos’è successo ad alcuni soggetti che hanno giocato troppo ai videogiochi in lockdown.

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Lockdown con i videogiochi: gli effetti

Durante la puntata numero 277 di Morning, un podcast del Post, sono stati esaminati gli studi portati avanti da tre ricercatori dell’università la Bicocca di Milano, i quali hanno raccolto la letteratura scientifica sull’argomento, comprendente più di 1800 articoli.

Lo studio ha rivelato che oltre a evidenti benefici per la psiche, i videogiochi in lockdown hanno anche provocato effetti negativi. Giocare ai videogame ha rappresentato una strategia di adattamento utile per far fronte e gestire i problemi emotivi e interpersonali come quelli generati da una situazione inedita e pesante come un lockdown, però in altri casi le cose non sono andate allo stesso modo.

L’analisi della letteratura scientifica dimostra che gli effetti positivi sono da ricercarsi nel fatto che i soggetti non partivano da forti forme di disagio psichico (depressione, ansia), pertanto sono riusciti a rimanere nel loro stato di equilibrio.

Invece, a risentirne, sono stati i soggetti a rischio, cioè persone con problemi di depressione e ansia pregressi. Questi hanno trovato nei videogiochi un ulteriore modo per fuggire dalla realtà e non affrontare le loro problematiche.

Forse lo studio non dirà niente di nuovo ai più, ma conferma una verità inconfutabile: il problema non sono i videogiochi, ma come e quanto si utilizzano.