Esiste la corrida in Portogallo?

La corrida fa parte della tradizione di molti popoli, ha una storia molto lunga dietro di sé, ma non sono in pochi a ritenerla una vera e propria crudeltà nei confronti dei tori. Ma questa pratica esiste solo in Spagna?

Quando si pensa alla corrida si pensa subito alla Spagna, il paese in cui notoriamente questo evento è visto come uno spettacolo per grandi e piccini, nonostante la crudezza di ciò che avviene nelle arene. Si svolge tutti gli anni e non sono bastate proteste di associazioni e animalisti per fermarla.

In Spagna è molto sentita, basti pensare che in città come Pamplona si svolge anche un’altra gara che vede come sfortunati protagonisti i bovini: la corsa dei tori, in cui centinaia di persone sfidano gli animali correndo per le vie della città. La corrida una una storia millenaria, infatti si praticava in Antica Grecia, preso gli Etruschi e nell’Impero Romano.

Ma la corrida esiste solo in Spagna?

La corrida portoghese

La corrida si svolge anche nei paesi dell’America latina come Perù, Messico, Colombia e Bolivia. In Europa, invece, viene praticata nella Francia meridionale e in Portogallo. Nel paese di Cristiano Ronaldo, la corrida si chiama però in un altro modo: la Tourada!

La tourada portoghese è diversa dalla corrida spagnola anche nel suo svolgimento. In primo luogo, i toreri non sfidano i tori a piedi, ma a cavallo. All’interno dell’arena, poi, arrivano i forcados, addetti ad aizzare la furia dell’animale infilzandolo con le banderilles, delle bandierine acuminate.

Le differenze maggiori tra la tourada e la corrida sono queste: il toro non ha le corna in grado di ferire, perché queste o vengono limate o coperte con dei tessuti che attutiscono i colpi; inoltre, il toro non viene mai ucciso all’interno dell’arena. Descritta così, la tourada potrebbe sembrare meno crudele della corrida, ma non è proprio così.

Il toro non viene ucciso nell’arena, è vero, ma viene comunque abbattuto una volta finito lo spettacolo. Insomma, il suo destino è comunque segnato.