Sapevate che OK forse non deriva dall’inglese?

La parola OK, abbreviazione di Okay, è ormai di uso comune in Italia, tanto da essere considerata a tutti gli effetti un termine della nostra lingua. Tutti sanno che deriva dall’inglese, ma forse non è davvero così.

Tutti usiamo Ok per dire di stare bene, che è tutto a posto, spesso accompagnando la parola con il gesto del pollice alzato. Si tratta di un termine immediato che si usa solitamente in situazioni informali, tra amici e parenti, ma non è raro ormai sentirne l’uso anche parlando con colleghi e addirittura superiori.

Senza dubbio, è tra le parole più usate in assoluto in Italia nonostante la sua derivazione sia inglese, è infatti l’abbreviazione di okay. Ma è davvero così? O la sua origine è più vicina a noi di quanto immaginiamo?

Okay: da dove viene?

La parola Ok è da sempre considerata un’abbreviazione di Okay, termine che venne usato per la prima volta il 23 marzo 1839 sul The Boston Post, un quotidiano americano. Pertanto, è palese che si tratti di una parola inglese. In realtà, però, la derivazione di OK potrebbe essere meno ovvia.

In Italia abbiamo iniziato a usare Ok dal 1943 circa, cioè da quando gli americani sbarcarono in Sicilia per poi risalire il resto d’Italia per liberarla dall’occupazione nazista. Esiste però un’altra possibile origine della parola e non è molto lontana dal nostro paese.

La Grecia è una terra meravigliosa, meta di vacanze spesso e volentieri per la sua bellezza, m anche perché è molto vicina alle coste italiane. La lingua greca, come quella latina, ha dato origine a tantissime parole che utilizziamo ancora oggi e, secondo taluni, anche al termine Ok.

Sapete come si dice “Tutto bene” in greco? “Ola Kala“. Già, se prendete le iniziali di queste due parole esce fuori proprio OK. La sua derivazione è dunque greca? L’ipotesi più accreditata è che si tratti di una coincidenza fonetica e che la parola OK sia comunque di origine anglosassone. Adesso però sappiamo una cosa in più.