La vendetta dei Pokémon sulle persone

I Pokémon sono stufi di essere sfruttati dagli umani e si sono uniti per vendicarsi delle persone che li usano a loro piacimento.

I Pokémon si sono stancati e vogliono prendersi la loro rivincita: sono oltre 25 anni che gli esseri umani sfruttano i mostriciattoli tascabili a proprio piacimento per farli lottare tra loro per puro divertimento. Dai tempi del Game Boy e di Pokémon Rosso e Blu, queste creature magiche sono tornate per vendicarsi di noi.

Allenatori, Capipalestra, Superquattro, Campioni: tutte persone che utilizzano da sempre i Pokémon per diletto sfruttando le loro capacità straordinarie. C’è anche li sfrutta per svolgere lavori pesanti, come mezzi di trasporto o peggio ancora come carne da macello. Adesso i Pokémon sono tornati e sono più arrabbiati che mai!

La vendetta vera dei Pokémon

Nell’estate del 2016 è stato pubblicato Pokémon GO, un videogioco per dispositivi mobile nel quale grazie alla tecnologia della realtà aumentata gli utenti potevano andare a caccia di Pokémon e catturarli. Azioni brutali considerando che per catturare un Pokémon bisogna lanciargli contro delle Poké Ball, sfere ultratecnologiche capaci di intrappolare e rimpicciolire la creatura al solo contatto.

Adesso la situazione si sta ribaltando: i Pokémon sono intenzionati a far pagare gli umani con la stessa moneta e vanno a caccia di persone per lanciargli addosso delle sfere! Vedere per credere:

Scherzi a parte: questa è solo la simpatica trovata di un gruppo di ragazzi che ha deciso di passare un pomeriggio diverso. Per cavalcare l’onda dell’enorme successo di Pokémon GO, tre ragazzi sono saliti a bordo di un van vestiti da Pikachu e sono andati in giro per le città a lanciare grosse Poké Ball contro le persone.

Il nome del video è “THE REVENGE“, ovvero “La vendetta”, proprio perché l’intento di questi ragazzi era proprio quello di immaginare un universo parallelo nel quale i Pokémon, stanchi di essere sfruttati e cacciati dagli esseri umani, si ribellassero alle persone e prendessero il loro posto.