Su di noi nemmeno una nuvola

Ma di certo non è una favola ciò che sta succedendo al clima in Regno Unito

Stiamo collettivamente imparando a convivere con l’aumento delle temperature a causa del cambiamento climatico, una crisi che ha messo l’umanità in stato di allarme dal momento che abbiamo circa un decennio prima che la devastazione sia irreversibile.

Il Regno Unito è stato di recente al centro della scena per via di una violenta ondata di calore. Il paragone con lo stesso evento avvenuto nel 1976 non regge, a detta dei metereologi, in quanto in quel caso si trattava di un evento anomalo e non il risultato di un trend.

Gli esperti hanno provato ad avvertirci: Mike Rivington, scienziato senior del James Hutton Institute in Scozia, ha dichiarato:

“La portata delle ondate di calore e della siccità che stiamo vivendo è stata prevista dalla ricerca sul clima già da molti anni. Quello a cui stiamo assistendo è un chiaro segnale di come sarà il futuro

In uno spettacolo particolarmente triste, che ricorda una celebre scena del film Don’t Look Up, di recente uscita, una conduttrice di GB news ha intervistato John Hammond, il quale ha previsto il picco di 40° e il potenziale rischio di vita per migliaia di persone, per poi essere accusato di essere “fatalista e annunciatore di sventura”, potete vedere la testimonianza in questo video:

La foto satellitare è impressionante

L’ondata di calore è comunque arrivata, in barba ai negazionisti e alla propaganda dei media, e il governo inglese proprio nelle ultime ore ha dichiarato lo stato di emergenza per siccità.

L’immagine satellitare, scattata nella giornata di mercoledì, mostra le vaste aree (in giallo e marrone) che hanno sofferto del clima secco, in cui la vegetazione è stata praticamente arrostita.

L’Inghilterra sud-orientale ha ricevuto meno del 10% delle precipitazioni abituali nel mese di luglio, diventando così il Luglio più secco dal 1935. Duro colpo per gli agricoltori e la popolazione tutta, che oltre a subire le restrizioni dovrà anche mettere in conto l’elevato rischio di incendi.