La prima missione su un pianeta metallico

L’asteroide potrebbe valere 10.000 quadrilioni di dollari

Il nome asteroide vuol dire “simile a una stella”. Gli asteroidi prendono questo nome perché, attraverso i primi telescopi, sembravano piccole stelle. Quando gli astronomi iniziarono a trovare i primi asteroidi, nel 1800, ovviamente trovarono per primi quelli più grandi e luminosi.

Psyche fu il 16° asteroide a essere scoperto, quando il 17 marzo 1852 Annibale de Gasparis a Capodimonte (NA) osservò un corpo celeste grande come tutta la Slovenia nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove (parecchio distante: 329 milioni di km dalla Terra). Psyche contiene l’1% di tutto il materiale presente nella fascia degli asteroidi: gli scienziati ne determinarono la composizione e porosità analizzando la luce solare riflessa dalla sua superficie.

Ora, la NASA ha pianificato per il 2023 una missione dedicata che porterà una navicella (dopo una capatina su Marte) ad esplorare il gigantesco asteroide nel 2026, dove rimarrà per due anni. L’astronomo italiano Saverio Camboni, parte del team di ricerca che ha prodotto una mappa termica dell’asteroide, spiega:

“Uno dei motivi per cui è interessante studiare 16 Psyche è perché possiamo imparare molto sulla composizione, struttura e proprietà magnetiche del cuore dei pianeti terrestri. Non possiamo fare questo osservando direttamente il cuore della Terra, perché è ben nascosto alla vista da chilometri e chilometri di roccia.

Inoltre, Psyche è una finestra sul passato del Sistema solare, quando i pianeti erano giovani e collisioni violentE erano frequenti.

Nucleo primordiale o cumulo di macerie?

Ci sono anche ben altri interessi in gioco nella corsa all’esplorazione del gigante metallico: una prima analisi della composizione superficiale suggeriva che Psyche fosse composto al 95% da metalli, principalmente ferro e nichel, e si supponeva che l’asteroide fosse sostanzialmente il nucleo metallico denso, intatto ed esposto di un pianeta primordiale.

Considerate le grandi dimensioni, la natura metallica e la disponibilità di materiali preziosi in superficie, il suo valore venne stimato a 10.000 quadrilioni di dollari (10.000 milioni di miliardi).

Uno studio di recente pubblicazione, tuttavia, guidato da David Cantillo dell’Università dell’Arizona, ha rilevato che la composizione non è quella che credevamo: l’asteroide è meno metallico e più poroso rispetto agli studi precedenti. La missione della NASA chiarirà la questione una volta per tutte.