In Finlandia si gioca un campionato completamente folle

Il Finlandia si gioca una delle competizioni più folli del mondo. Per vincere bisogna essere molto forti e affiatati con la propria consorte.. e anche molto assetati di birra.

La Finlandia è un paese del Nord Europa che viene spesso elogiato per la sua incredibile organizzazione e per una qualità della vita molto alta, un po’ come nei paesi limitrofi che formano la penisola scandinava, Svezia, Norvegia e Danimarca.

Anche in questo civilissimo paese però ci sono tradizioni e usanze che possono apparire molto strane, una in particolare è davvero assurda. Si tratta di una specie di gara che viene organizzata tutti gli anni da almeno un ventennio.

I protagonisti di questa gara sono coppie che si sfidano per un premio molto ambito nella fredda nazione: la birra.

Moglie in spalla verso la vittoria

Dal 1992, viene organizzata una gara nella città di Sonkajärvi, un comune che conta meno di cinquemila abitanti. Il nome di questa competizione è eukonkanto, che tradotto letteralmente significa trasporto della moglie.

E infatti è proprio così che avviene la gara: delle coppie si sfidano a tagliare il traguardo prima delle altre, ma in modo molto particolare. I mariti devono caricarsi sulle spalle le mogli e correre su un percorso di circa 253 metri. Tutto qui? Assolutamente no, altrimenti sarebbe fin troppo facile.

Il percorso è pieno di ostacoli tipo barriere e pozze d’acqua, quindi i mariti devono avere molta forza, ma anche molto equilibrio. Nel caso in cui una moglie dovesse cadere, la coppia non perderebbe la gara, ma potrebbe continuare, però con una penalità di quindici secondi.

Insomma, la competizione del trasporto della moglie ha regole precise, cosa che fa capire che in Finlandia questa gara viene presa sul serio. La coppia vincitrice porta a casa una quantità di birra equivalente al peso della moglie.

Ma da dove nasce questa tradizione? Pare che tutto sia nato dall’abitudine, nel XIX secolo, di un delinquente di nome Ronkainen, molto famoso all’epoca, di “rubare” una donzella dopo aver bevuto in qualche taverna.