Paura di essere sepolto vivo? Ecco i metodi infallibili per prevenirlo

In passato era così frequente che i medici hanno dovuto ingegnarsi

I medici e gli impresari di pompe funebri del XVIII e XIX secolo esercitavano la loro professione con meno certezze rispetto alle loro controparti moderne. L’affidamento a metodi di osservazione rudimentali come l’olfatto e il tatto era lo standard.

Le epidemie di colera, infezioni batteriche che causano grave diarrea e disidratazione, erano molto diffuse. Queste epidemie non solo facevano ammalare le comunità colpite, ma anche temere di essere sepolti vivi. In questo periodo, rocambolesche opere di ingegneria cercarono di confortare la popolazione in preda al panico.

Vediamo quali erano i metodi più diffusi per sfuggire alla sepoltura da vivi.

  • La bara di sicurezza
    Permetteva di avvertire le persone in superficie di essere ancora vivi. Molte bare di sicurezza includevano una comoda imbottitura di cotone, tubi di alimentazione e un intricato sistema di corde collegate a campane e botole di fuga.

  • I clisteri di fumo
    Curavano molti disturbi comuni come mal di testa e malattie respiratorie, e rianimavano le vittime di annegamenti.

  • La manipolazione della lingua
    Con la forza o con il gusto, se strattonata il dolore è talmente forte da poter essere utilizzato come valido metodo per la rianimazione.
  • Il galvanismo
    La scienza dell’elettrificare il corpo umano che ha ispirato il romanzo Frankenstein di Mary Shelley. L’elettrificazione provocava contrazioni muscolari e se il corpo si contraeva dopo la scarica era considerato vivo.

  • Il test dell’ago a bandiera
    Il test consisteva nel conficcare un ago nel petto. L’ago era collegato a una piccola bandiera di tessuto che si diceva sventolasse se il cuore della persona batteva ancora.
  • L’attesa nei mortuari
    La definizione iniziale della parola obitorio deriva dal francese morguer, ovvero “fissare”.

  • L’inchiostro invisibile
    Utilizzando l‘acetato di piombo per creare un inchiostro, si scriveva su un pezzo di carta la frase “Sono veramente morto”. La carta veniva poi posta sotto il naso del cadavere. Il rilascio di anidride solforosa da parte del corpo, conseguenza della putrefazione, avrebbe attivato l’inchiostro. Se sul foglio appariva la scritta “Sono veramente morto”, il cadavere era ufficialmente dichiarato morto.

  • Strofinare il corpo con cespugli spinosi
    Un medico aveva dedotto che lo sfregamento di arbusti spinosi su alcune parti del corpo di un cadavere avrebbe creato una texture simile ad una pergamena. Se la texture era presente, il corpo veniva inviato per la sepoltura.

Con quale metodo vi piacerebbe essere risvegliati da una morte apparente?