Resident Evil 7 doveva essere molto diverso

Resident Evil 7 poteva essere molto diverso da come poi è stato rilasciato sul mercato. Fortunatamente, Capcom ha cambiato i suoi piani perché l’idea iniziale non era esaltante.

Resident Evil 7 è stato accolto molto bene da critica e pubblico, ma non sono mancate le critiche per la visuale in soggettiva che ha sostituito la terza persona. Chi ha criticato questa scelta si ricrederà adesso che il produttore esecutivo ha rivelato come sarebbe dovuto essere il gioco, stando all’idea iniziale di Capcom.

Va dato atto a Resident Evil 7 di aver rimesso l’horror al centro del progetto, ma all’inizio non era così, infatti, l’idea di Capcom era di fare un titolo multiplayer con le microtransazioni. A raccontarlo è Jun Takeuchi, il produttore esecutivo.

Resident Evil 7 doveva avere le microtransazioni

Sul canale ufficiale YouTube di Resident Evil, Jun Takeuchi ha parlato con Shinki Mikami, il creatore della serie. Si è lasciato andare a delle rivelazioni davvero inaspettate: Resident Evil 7 doveva essere molto diverso da come è stato poi immesso sul mercato.

L’idea iniziale di Capcom era quella di creare un titolo multiplayer con microtransazioni da aggiornare nel tempo. Fortunatamente, lo stesso Takeuchi ha convinto Capcom a cambiare piano.

C’era una forte pressione da parte di Capcom, soprattutto del reparto marketing Ci veniva detto di fare questo e di fare quello. Era davvero dura per chi dirigeva il progetto. Ci dicevano: “Metti il multiplayer online qui, questi contenuti scaricabili qua”. Doveva essere un gioco live service con le microtransazioni.

Poi lo stesso Takeuchi ha deciso di prendere in mano la situazione e ha convinto Capcom ha cambiare registro perché “le radici di Resident Evil sono nell’horror”. Quindi, l’idea del gioco multiplayer fu eliminata e molte feature che solitamente si vedono nei live service furono tagliate, lasciando solo le caratteristiche proprie di un survival horror single player.