Ansia da prestazione? Sfrutta l’effetto Batman

Pensare a sé stessi in terza persona aumenta l’autoefficacia

Come fanno le più grandi star del mondo a trovare la determinazione per salire sul palco, nonostante l’ansia di una cattiva performance? Il segreto, sia per Beyoncé che per Adele, sta nella creazione di un alter ego.

In un’intervista a Oprah Winfrey, Beyoncé ha detto:

“Di solito quando sento gli accordi, quando indosso i tacchi a spillo, nel momento immediatamente precedente, quando sei nervosa… allora appare Sasha Fierce, e la mia postura, il modo in cui parlo e tutto è diverso”

La scienza conferma l’efficacia della sua strategia: “L’autodistanziamento ci dà un po’ di spazio in più per pensare razionalmente alla situazione“, afferma Rachel White, assistente alla cattedra di psicologia dell’Hamilton College di New York. Ci permette di tenere a freno sentimenti indesiderati come l’ansia, aumenta la nostra perseveranza nei compiti impegnativi e potenzia il nostro autocontrollo.

Prendere le distanze da sé per sentirsi più sicuri

In uno studio è stato chiesto ai partecipanti di pensare a un evento impegnativo nel futuro, come un esame importante, in due modi diversi. Al gruppo nella condizione di “immersione” è stato chiesto di immaginarlo dall’interno, come se fossero al centro della situazione, mentre a quelli nella condizione di “distanza” è stato chiesto di immaginarlo da lontano, come se fossero una mosca sul muro.

Le differenze sono state notevoli: coloro che hanno assunto il punto di vista distanziato si sono sentiti molto meno ansiosi riguardo all’evento, rispetto al gruppo immerso. L’autodistanziamento ha anche favorito un maggiore senso di autoefficacia, ossia la sensazione di poter affrontare la situazione in modo proattivo e raggiungere il proprio obiettivo.

In altri esperimenti è stato chiesto ai partecipanti di tenere un piccolo discorso pubblico. Prima è stato consigliato loro di pensare alle proprie emozioni riguardo alla sfida usando la terza persona (per esempio, “David sente…”) come se fosse un’entità separata (magari anche più competente) piuttosto che la più coinvolgente prima persona (per esempio, “io sento”). Come la visualizzazione distanziata, questo consiglio è stato pensato per incoraggiare la persona a vedere la situazione da una prospettiva esterna.

L’autodistanziamento e gli alter ego funzionano anche con i bambini: quando i bambini si immedesimano in un personaggio come Batman o Dora l’Esploratrice durante un compito, gli studi dimostrano che lavorano con più efficacia.