Come erano fatte le dentiere nel 1815?

Una mostra al museo della British Dental Association ripercorre la storia

L’odontoiatria come la conosciamo oggi è una scienza relativamente nuova. La prima legislazione in materia risale al 1878, e il primo albo dei dentisti al 1879. Prima dell’istituzione della prima qualifica, chiunque poteva improvvisarsi dentista, quindi non era strano rivolgersi a maestri di altre professioni per la realizzazione di dentiere e protesi.

Rachel Bairsto, curatrice del museo della British Dental Association nel centro di Londra, lo conferma: tutti si dilettavano a fare i dentisti. Dai tornitori d’avorio ai gioiellieri, ai chimici, ai fabbricanti di parrucche e persino i fabbri.

Siamo alla fine del XVIII e all’inizio del XIX secolo, e cresce anche il consumo di zucchero tra i ricchi. I primi tentativi di sbiancamento erano altamente corrosivi, dato l’uso di soluzioni acide, quindi in molti casi si preferiva semplicemente estrarre i denti marci.

La domanda di denti falsi sale: nel 1792 i denti vengono estratti dalla bocca dei più poveri della società, veri e propri donatori vivi, ed inseriti in protesi d’avorio per le bocche inglesi malsane. In questa fase, e così composte, le dentiere potevano costare anche 100 sterline ma erano probabilmente molto scomode da indossare, scomode per mangiare e soggette a cadere.

Mors tua dentiera mea

I denti umani erano comunque la migliore alternativa, ed erano altamente desiderabili. Il numero di donatori vivi era però limitato, e i tombaroli potevano offrirne solo quantità limitate.

La prospettiva di migliaia di denti britannici, francesi e prussiani, che si trovavano nelle bocche di soldati appena uccisi sul campo di battaglia di Waterloo, era allettante per i saccheggiatori. C’erano molti corpi in un unico luogo e in superficie – dice Rachel Bairsto. I denti venivano estratti con una pinza dalle truppe sopravvissute e dagli abitanti del luogo, ma anche da saccheggiatori che avevano viaggiato dalla Gran Bretagna.

Venivano modellati e ordinati – dice Bairsto – per far sembrare che ogni serie di denti anteriori superiori e inferiori provenisse da un unico corpo. Poi i set erano venduti ai primi odontotecnici che li bollivano, tagliavano alle estremità e modellavano in protesi d’avorio.

Oggi si parla di “denti di Waterloo“, ma Bairsto dice di aver faticato a trovare prove che all’epoca fossero conosciuti come tali. Forse le persone non avevano idea che la loro dentiera fresca contenesse i denti dei soldati caduti.