Come funziona l’estivazione?

Sostanzialmente, è il contrario del letargo

Le ultime estati sono state particolarmente torride anche nel nostro emisfero e, sebbene abbiamo cercato ogni soluzione possibile per procurarci un po’ di refrigerio, delle volte vorremmo solo mettere la nostra vita in stand-by e risvegliarci a Ottobre per non dover patire le conseguenze del caldo afoso. Che è esattamente ciò che fanno alcune specie animali.

L’estivazione -dal latino aestas (estate)- è uno stato di quiescenza animale, simile al letargo, anche se avviene in estate anziché in inverno. L’estivazione è caratterizzata dall’inattività e dalla riduzione del tasso metabolico, che si verifica in risposta alle alte temperature e alle condizioni di aridità. Ha luogo durante i periodi di calore e siccità, che spesso sono i mesi estivi.

I dati fossili suggeriscono che l’estivazione potrebbe essersi evoluta diverse centinaia di milioni di anni fa: molti animali, sia vertebrati che invertebrati, entrano in questo stato per evitare i danni delle alte temperature e il rischio di disidratazione.

Molte specie animali vanno in estivazione

Sia gli animali terrestri che quelli acquatici si sottopongono all’estivazione. Gli organismi che si trovano in uno stato di estivazione è come se avessero il “sonno leggero”, in quanto il loro stato fisiologico può essere rapidamente invertito e l’organismo può tornare rapidamente a uno stato normale.

Uno studio condotto sulla Otala lactea, una lumaca originaria di alcune zone dell’Europa e dell’Africa settentrionale, dimostra che può risvegliarsi dallo stato di quiescenza entro dieci minuti dall’introduzione in un ambiente più umido.

Le principali preoccupazioni fisiologiche e biochimiche di un animale in estivazione sono la conservazione dell’energia, la conservazione dell’acqua nel corpo, il razionamento dell’uso dell’energia immagazzinata, la gestione dei prodotti finali azotati e la stabilizzazione di organi, cellule e macromolecole.

Coccinelle, zanzare, formiche del miele, falene: molte specie vanno in estivazione per evitare la calura e la mancanza di fonti di cibo. Insieme a loro coccodrilli, salamandre, alcune specie di tartarughe.