Gli scienziati hanno convertito il gruppo sanguigno di un rene

Lo scopo è quello di rendere più organi disponibili per i trapianti

Per i candidati al trapianto appartenenti a minoranze etniche, l’attesa per un organo accettabile può essere ancora più estenuante che per gli altri.

Perché mai questo svantaggio? Secondo i dati raccolti, il sangue di tipo B è più comune nelle comunità di minoranza, rendendo gli organi di tipo A incompatibili. Ma una scoperta dei ricercatori di Cambridge potrebbe cambiare radicalmente le regole della compatibilità dei trapianti.

In un recente esperimento, hanno modificato il gruppo sanguigno di un rene da A al gruppo universale O, rendendolo teoricamente disponibile per qualsiasi paziente, anche per quelli con sangue di tipo B.

Ottime notizie per pazienti come Ayesha, che aspetta un trapianto di reni dal 1998. le è stato detto che avrebbe dovuto aspettare il doppio o addirittura il triplo rispetto ad un paziente bianco:

“Mi hanno spiegato che a causa della mia etnia l’attesa per un donatore deceduto sarà più lunga rispetto a quella di una persona bianca

Il cambio di gruppo sanguigno e la speranza dei candidati

Il lavoro di Cambridge, guidato dal professore di chirurgia dei trapianti Mike Nicholson e dalla dottoranda Serena MacMillan, potrebbe aiutare i pazienti come Ayesha a ottenere i reni molto più rapidamente, se si dimostrerà sicuro ed efficace in clinica.

Per l’organismo, un organo trapiantato è qualcosa di estraneo che deve essere attaccato, proprio come i batteri, i virus, i tumori e i parassiti.

Spiega Nicholson:

“Una delle maggiori limitazioni a chi può essere trapiantato un rene donato è la compatibilità del gruppo sanguigno.

Il motivo è che sulle cellule sono presenti antigeni e marcatori che possono essere A o B.

Il corpo produce naturalmente anticorpi contro quelli che non ha“.

Per trasformare un rene in tipo O – che può essere accettato universalmente – il team ha preso di mira questi antigeni.

Utilizzando una macchina chiamata macchina di perfusione normotermica, hanno “lavato” tre reni di donatori deceduti con sangue contenente un enzima che funziona come un paio di “forbici molecolari”, tagliando via i marcatori ematici dell’antigene A o B. Con l’eliminazione di questi marcatori, i reni sono diventati di tipo O in poche ore.

La ricerca del team sarà pubblicata nei prossimi mesi sul British Journal of Surgery.