Ascolti abbastanza il tuo intestino?

Il secondo cervello ha più potere decisionale di quanto crediamo

Alcuni seguono il cuore, altri la mente, mentre altre persone seguono una strana forza, più potente di queste due combinate, che risiede nell’intestino, non a caso definito “il secondo cervello”. In inglese esiste l’espressione gut feeling per definirla, in italiano la tradurremmo pressappoco con istinto o intuito, ma non serve sapere come si chiama per averla sperimentata.

Saper ascoltare e seguire le indicazioni dell’istinto era cruciale per la sopravvivenza dei nostri antenati animali: essendo una sorta di allarme interno, tra le altre cose, era fondamentale per navigare gli ambienti ostili. L’intuito è infatti strettamente legato al senso di pericolo imminente, e poteva essere determinante per la difesa personale.

La sede dell’istinto è l’intestino, e la sua salute è chiaramente determinata dalla nostra alimentazione: anche i nostri antenati avvertivano un senso di disagio se avevano mangiato male, e una piena soddisfazione se il pasto era nutriente.

Sei di malumore? Forse hai solo mangiato male

Oggi, ci affidiamo al nostro grande e pesante cervello per prendere le decisioni, perché siamo esseri umani evoluti, giusto? Sbagliato. Gli scienziati hanno scoperto che il traffico di informazioni tra cervello primario e intestino, che avviene lungo il nervo vago, è quasi completamente direzionato dall’intestino a risalire verso il cervello, e non viceversa.

Il nostro intestino decide qual è il nostro umore oggi, non il cervello! I batteri intestinali si occupano di produrre circa il 95% della serotonina, fondamentale nella regolazione dell’umore, e il 50% di dopamina, legata ai meccanismi di ricompensa.

Inoltre il nervo vago, se stimolato artificialmente, può svolgere un ruolo chiave nel trattamento della depressione.

Per essere felici bisogna avere quindi un intestino felice, seguendo un’alimentazione sana ed equilibrata che permetta ai batteri intestinali di lavorare per il nostro benessere e la nostra salute mentale. E farà bene ogni tanto ricordarci che non siamo solo il nostro cervello!