Il Wi-Fi è nato da un esperimento fallito

Ormai il Wi-Fi è una tecnologia che usiamo tutti i giorni, ma come è nato? Chi l’ha inventato?

Molte grandi scoperte sono nate da esperimenti falliti o errori: il caso più eclatante della storia è ovviamente quello della penicillina scoperta da Alexander Fleming nel 1928. Il biologo britannico ha infatti scoperto questo antibiotico osservando una coltura di batteri che aveva fatto la muffa.

Sebbene questo sia l’episodio più noto ai più, un’altra grande invenzione che utilizziamo tutti i giorni è stata scoperta a causa (o grazie) a un errore. Stiamo parlando della tecnologia Wi-Fi, ovvero la connessione senza fili che ormai chiunque possiede in casa propria.

Una scoperta mai scoperta

Nonostante il primo prototipo di Wi-Fi sia stato presentato nel 1997, questa tecnologia era stata già immaginata 20 anni prima e nientepopodimeno ché dal celebre fisico, purtroppo scomparso di recente, Stephen Hawking. Nel bel mezzo dei suoi studi sui buchi neri, Hawking aveva immaginato già nel 1974 un modo per studiare le onde radio emanate da questi colossi dello spazio. Lo scienziato aveva teorizzato la stessa tecnologia che poi è stata utilizzata 20 anni più tardi per creare le prime connessioni a internet senza fili.

Un altro mistero irrisolto e fonte di leggende metropolitane è il significato del marchio “Wi-Fi“. Molti sono convinti, probabilmente a causa di un clamoroso effetto Mandela, che sia l’acronimo di Wireless Fidelity, ma l’azienda produttrice non ha mai confermato questa cosa. In poche parole Wi-Fi non significa un bel niente e soprattutto è nato da un errore: curioso scoprire che la tecnologia più usata al mondo ha una storia così vaga e sorprendente.