La fantastica biblioteca degli oggetti

Perché comprare quando puoi prendere in prestito?

Vi è mai capitato di comprare un trapano o una motosega, per poi utilizzarli una volta e lasciarli a prendere polvere in garage? Succede spesso. Altre volte preferiamo farci prestare gli attrezzi per l’uso singolo o sporadico, ma il processo può diventare lungo e tedioso.

L’organizzazione Library Of Things ha deciso di mettere su una biblioteca di oggetti prestati, ed è esattamente quello che sembra: un luogo che raccoglie e cataloga oggetti che puoi liberamente prendere in prestito, o affittare ad una modica cifra, e realizzare tutti i tuoi piccoli progetti.

Gli oggetti spesso includono elettrodomestici da cucina, utensili, attrezzature e sementi per il giardinaggio, elettronica, giocattoli e giochi, arte, kit scientifici, materiale artigianale, strumenti musicali, attrezzature ricreative, dispositivi elettronici.

Particolarmente apprezzati sono gli oggetti che sono utili occasionalmente ma ingombranti da conservare, come pentole specializzate o articoli tecnologici di nicchia. Le collezioni variano ampiamente, ma vanno ben oltre i libri, le riviste e i media che sono stati l’obiettivo principale delle biblioteche tradizionali.

Il progetto sostenibile per l’ambiente e le comunità

Il movimento delle biblioteche degli oggetti è una tendenza in crescita nelle biblioteche pubbliche, accademiche e speciali di molti Paesi. Esistono anche organizzazioni indipendenti dalle biblioteche, come le biblioteche degli attrezzi, le ludoteche, i centri di condivisione della comunità, le organizzazioni non profit indipendenti, le iniziative individuali e addirittura le biblioteche delle cose itineranti.

Le biblioteche delle cose sono amiche dell’ambiente e del portafogli: sono dei luoghi attorno a cui la comunità si riunisce e torna a condividere, abbatte i consumi ed agisce localmente.

Anche i numeri lo confermano: il 90% dei mutuatari sostiene di avere più soldi per comprare cose più importanti; il 75% si sente più vicino alla comunità; c’è il 60% in più di probabilità che gli oggetti vengano riparati o riciclati.

Il progetto è stato ideato e testato a Toronto, Berlino e Londra, ma ormai si è espanso fino a raggiungere centinaia di città in Europa e nel Mondo. Quando in Italia?