L’industria quantistica è tutta hype e niente arrosto

Se lo dicono i fisici quantistici, ci fidiamo

Forse abbiamo già sentito parlare di supremazia quantistica quando Google ha annunciato di averla raggiunta con il suo supercomputer Sycamore – che in sostituzione dei suoi antenati bit può utilizzare i qubits, i quali si comportano come 0 e 1 allo stesso momento.

O forse siamo spaventati dalla prospettiva di un’apocalisse quantistica, i cui profeti annunciano che i computer quantistici riusciranno a bucare gli algoritmi crittografici più ostici in pochi secondi.

In ogni caso, sembrano essere solo paroloni: la supremazia quantistica non ha effetti reali se i compiti che si prefigge non sono utili e non hanno applicazioni pratiche.

Né tantomeno dovremmo spaventarci di un’apocalisse quantistica: secondo Das Sarma, ricercatore quantistico all’Università del Maryland, la tecnologia sembra essere fisicamente possibile ma risolverla su scala reale è molto più complicato del previsto.

Eppure i governi hanno iniziato ad investire pesantemente in questo settore, e addirittura il ministero della Difesa inglese sta installando dei computer quantistici sui carri armati, senza ancora avere ben chiaro quale sarà la loro utilità.

Nikita Gourianov, fisico quantistico all’Università di Oxford, al contrario del suo cauto collega ha affondato la spada: ha attaccato l’industria dell’informatica quantistica, paragonando la “fanfara” intorno a questa tecnologia a una bolla finanziaria.

Una bolla pronta a scoppiare

Nonostante il versamento di miliardi di dollari nell’informatica quantistica, sostiene Gourianov, l’industria non ha ancora sviluppato un singolo prodotto che sia effettivamente in grado di risolvere problemi pratici.

Ciò significa che queste aziende stanno raccogliendo finanziamenti in ordini di grandezza enormemente maggiori di quanto siano in grado di guadagnare in entrate effettive – una bolla crescente che potrebbe alla fine scoppiare.

Le poche entrate che generano provengono per lo più da missioni di consulenza volte a insegnare ad altre aziende “come i computer quantistici aiuteranno la loro attività“, ha scritto Gourianov per il Financial Times, “invece di sfruttare realmente i vantaggi che i computer quantistici hanno rispetto ai computer classici”.

Il denaro, sostiene Gourianov, proviene da investitori che in genere non hanno

alcuna comprensione della fisica quantistica, mentre assumono posizioni di rilievo nelle società e si concentrano esclusivamente sulla generazione di fanfare“.

In breve, Gourianov ritiene che sia solo una questione di tempo prima che la “bolla scoppi” e i “finanziamenti si esauriscano” – e, a quel punto, sarà già troppo tardi.