Grave accusa per un noto negozio di videogiochi

Il più noto rivenditore di videogiochi dovrà difendersi da un’accusa molto pesante che riguarda il suo comportamento nei riguardi della privacy dei clienti. 

Gamestop è il negozio di videogiochi più famoso in Italia e nel resto del mondo pur avendo negli anni avuto commenti non sempre entusiasti sulle sue politiche e sul loro modo di trattare i clienti.

L’accusa da cui deve però difendersi è ancora più grave e arriva direttamente dagli Stati Uniti. Il reato di cui è accusata la catena riguarda la privacy dei clienti che sarebbe stata violata attraverso il loro servizio clienti disponibili sia sul sito ufficiale sia telefonicamente.

Gamestop spia i clienti?

Una causa depositata questa settimana accusa GameStop di aver registrato le conversazioni attraverso il suo servizio di assistenza senza il consenso dei clienti e di aver violato le leggi sulla privacy negli Stati Uniti.

Secondo la causa, come riportato da Bloomberg, il rivenditore è accusato di aver ottenuto e condiviso “le trascrizioni di queste intercettazioni con una terza parte” e ha affermato che tali dati vengono utilizzati “per scopi di marketing e altro”.

L’accusa prosegue affermando che GameStop “non informa i clienti né ottiene il loro consenso esplicito”.

La causa sostiene che l’azienda sta condividendo “trascrizioni segrete” con Zendesk, un fornitore di servizi di assistenza clienti, e afferma che: “anziché limitarsi a fornire un servizio software, Gamestop consente a Zendesk di intercettare e utilizzare le trascrizioni segrete”.

GameStop è accusata di aver violato il California Invasion of Privacy Act (CIPA), che stabilisce che “i siti web non possono creare trascrizioni delle conversazioni dei visitatori senza aver ottenuto il consenso preventivo ed esplicito di tutte le parti della conversazione”.

Gli avvocati che collaborano con il querelante, Miguel Licea, hanno aggiunto nel documento che “il rispetto della CIPA è facile e la stragrande maggioranza delle aziende rispetta la legge semplicemente avvisando i visitatori del sito web se le loro conversazioni vengono registrate”.