Gli animali hanno una coscienza?

Sin dai tempi di Petronio, passando per Voltaire, si è ventilata l’ipotesi che gli animali abbiano una coscienza grazie alla loro capacità di sognare

Tendiamo a credere che in quanto umani siamo gli unici esseri dotati di immaginazione, ma già ai tempi dei Romani i filosofi sottolineavano che gli animali possono sognare, e che il sogno implica l’immaginazione.

Nel I sec. a.C. Petronio scriveva che il sogno è una condizione fortemente personale (“ognuno si fa i suoi”) e che rende intrinsecamente creativi, fantasiosi e liberi.

Una capacità che non era ascritta solo agli umani: notava che anche i cani, nei sogni, cacciano ancora la loro lepre e sono quindi capaci di rievocare di notte le azioni compiute durante il giorno. “Sognare non è una facoltà dell’uomo; è una facoltà dell’animale”, scriveva Voltaire nel 1764.

Oggi, le neuroscienze e la psicologia dimostrano che molti animali, durante il sonno, rievocano scene della veglia. Non sono solo i cani a correre dietro alla loro preda nel sonno: anche gatti, ratti, elefanti, e diverse specie di uccelli, pesci e cefalopodi.

Alcuni studi hanno di recente scoperto che anche animali con sistemi nervosi cosiddetti “semplici” sono capaci di avere esperienze oniriche, come le api e i ragni saltatori.

L’immaginazione non è solo intenzionale

I sogni sono lampi dello spirito, creazioni della mente: ma presuppongono un “io”, un soggetto del sogno. Sono una forma di vagabondaggio mentale, che indica che l’immaginazione non sia solamente intenzionale ma anche involontaria, e che gli animali la sperimentano allo stesso modo nel mondo onirico.

Le rievocazioni dei sogni potrebbero essere indicatori della coscienza animale, poiché presuppongono non solo la senzienza, ma anche la soggettività – la capacità di vedere e sperimentare il mondo dal punto di vista di un “io”.

Più impariamo a conoscere la sensibilità, le emozioni, la cognizione e la coscienza animale, più è difficile negare che gli animali abbiano diritto a quelli che i filosofi chiamano “diritti morali”.