Il robot ispirato alle sanguisughe

I ricercatori si sono ispirati al mondo della natura

Da sempre gli scienziati si sono ispirati al mondo della natura per sviluppare soluzioni tecnologiche, talvolta con risultati straordinari. Non solo nell’ambito della medicina, genetica e ingegneria: anche le nanotecnologie e la robotica stanno tenendo il passo.

Vi chiedo ora di pensare a un robot. Vi viene subito in mente un gigante d’acciaio, vero? Beh, in questo caso non si tratta di robot con movimenti meccanici e sferraglianti ma di piccolissime gocce di metallo liquido.

In un nuovo studio pubblicato su Advanced Intelligent Systems, i ricercatori hanno presentato un robot “morbido” basato su gocce di metallo liquido. Molti tentativi precedenti di utilizzare robot basati sulle goccioline non erano andati a buon fine, a causa della loro tendenza ad assumere forme sferiche e della mancanza di conduttività elettrica.

Stavolta, il robot non solo può condurre elettricità ma può anche plasmarsi e rimodellarsi in risposta ai campi magnetici e rispondere alle stimolazioni con raggi infrarossi.

Le goccioline di metallo liquido rivoluzionano l’elettronica

Il robot in questione riesce a muoversi come se fosse un essere animale: la naturalezza e fluidità dei movimenti ricorda infatti quella delle sanguisughe, le quali possono contrarsi ed estendersi, piegarsi ed arricciarsi in risposta a stimoli esterni.

I ricercatori dell’Università di Shenzhen, in Cina, hanno creato queste goccioline in grado di eseguire spostamenti reversibili, curvature e movimenti in risposta ai campi magnetici. Inoltre, i robot possono dividersi in parti separate e poi ricongiungersi, dando la possibilità di svolgere più compiti e tornare all’unità una volta completati.

Una volta manipolate, le goccioline possono tornare da liquide a solide con una variazione di temperatura.

Quali sono i possibili usi? Possono essere sfruttati come interruttori, o per riparare i circuiti elettrici. Grazie alla loro conducibilità elettrica e alla capacità di controllo a distanza, potrebbero essere utilizzati nell’elettronica, essere riciclati quando non servono più o effettuare riparazioni di connessioni senza creare disturbi nel resto del circuito.