Perché si dice fare la scarpetta?

Fare la scarpetta è un’abitudine italiana che non tramonterà mai, forse in alcune regioni si dice anche in un altro modo, ma in tutta Italia è riconosciuta questa terminologia. Ma perché si dice fare la scarpetta?

Chi non ha mai rubacchiato un po’ di ragù dal pentolone della nonna con un pezzetto di pane? Chi lascia il sugo rimasto nel piatto dopo aver mangiato una buona pappa al pomodoro? Per raccoglierlo a dovere si prende un pezzo di pane, meglio se fresco e con la mollica morbida e “assorbente”, e si trascina per il piatto. Questa usanza ha un nome specifico universalmente riconosciuto, almeno in Italia: fare la scarpetta.

Una terminologia un po’ particolare che non è mai stata spiegata in modo chiaro dal punto di vista linguistico, esistono però un paio di possibili spiegazioni che ci sembrano convincenti.

Fare la scarpetta: perché si dice così?

Fare la scarpetta è una frase entrata nell’uso comune, ma spesso pronunciamo espressioni di cui non conosciamo bene il significato solo perché rappresentano una prassi linguistica, un po’ come i proverbi che si tramandano di generazione in generazione.

Il pezzo di pane con cui raccogliamo il sugo dal piatto cosa c’entra con una scarpetta? Una delle spiegazioni che viene data a questa espressione è una similitudine, ovvero la fetta di pane che passa sul piatto sarebbe come una scarpa che, camminando, raccoglie tutto ciò che c’è sulla strada.

Tutto sommato, come spiegazione ci sta, non è del tutto chiarificatrice, però, possiamo anche farla passare per buona. Una seconda spiegazione, invece, fa risalire la parola scarpetta a una sorta di errore nel tramandarla. In realtà, la parola corretta sarebbe scarsetta, cioè un termine desueto che indicava la povertà: “c’è scarsetta”.

Pertanto, fare la scarsetta era una necessità visto che non ci si poteva permettere di lasciare nulla nel piatto. Anche questa spiegazione potrebbe avere il suo perché. L’importante è che questa abitudine non passi mai di moda.