Soli 10 minuti per ricaricare la tua auto elettrica

Si potranno riabboccare negli stessi tempi che si vedono alla pompa di benzina

Il trasporto su strada è responsabile di quasi il 12% delle emissioni globali di gas serra, quindi la transizione ai veicoli elettrici è fondamentale per la lotta al cambiamento climatico.

Tuttavia, una delle ragioni che più scoraggiano gli acquirenti dal fare questa scelta è l’attesa dei tempi di ricarica: a differenza di un serbatoio classico che impiega pochi minuti a riempirsi, la batteria di un veicolo elettrico impiega dai 30 minuti alle 8 ore.

Esistono tre tipi di caricabatteria elettrici per i veicoli, a tre diversi livelli di potenza e quindi diverse velocità di ricarica. Ma non dipende solo dai caricabatterie: anzi, le batterie agli ioni di litio sono il fattore che più incide sull’autonomia fornita dal caricabatterie.

 

Le batterie hanno, infatti, dei limiti alla velocità di ricarica e il superamento di questi limiti può, a lungo termine, danneggiarle. Così le batterie e il caricabatterie “comunicano” per stabilire la maggiore velocità di ricarica possibile con il minimo impatto sulla loro longevità.

Le batterie allo stato solido sono una delle alternative più promettenti, in quanto sono più resistenti ai danni e contengono più energia. Sebbene non siano una novità, hanno avuto una serie di problemi da risolvere prima di poter essere utilizzate.

Il nuovo protocollo cambia le carte in tavola

Oggi il protocollo standard per la ricarica dei veicoli elettrici prevede che l’erogazione di energia inizi lentamente, diventi più veloce e poi rallenti di nuovo quando la batteria è carica al 70% circa. Si tratta della cosiddetta “curva di carica”, che è al centro di una nuova ricerca dell’Idaho National Laboratory.

Il team ha utilizzato informazioni ricavate da indagini con algoritmi di apprendimento per sviluppare un protocollo di ricarica ottimizzato. Quando lo hanno testato su batterie EV reali, hanno scoperto che potevano caricarle fino al 90% in 10 minuti senza causare danni che avrebbero compromesso la salute a lungo termine della batteria.

Il ricercatore Eric Dufek sostiene che il protocollo si applicherebbe alla maggior parte delle batterie in uso oggi: i produttori dovrebbero solo modificarlo per adattarlo alle loro specifiche batterie.

Per implementarlo basterebbe aggiornare il software che i veicoli elettrici utilizzano per comunicare con i caricabatterie.